Punto interrogativo

Definiamo il punto interrogativo come un segno di interpunzione tra i più importanti. Nella nostra lingua, a differenza dello spagnolo, esiste un solo tipo di punto interrogativo, che è quello che è composto da un punto con sopra una sorta di ricciolo.

Quando viene utilizzato il punto interrogativo? Nell’interrogazione diretta, ossia alla fine di una frase che è, in realtà, una domanda. In questo modo, grazie proprio alla presenza di questo specifico segno di interpunzione, il lettore sa che intonazione dare al periodo.

Mamma è andata a prendere Luca a scuola?

Come si nota, in questo caso si tratta di una domanda e, in quanto tale, deve essere letta con la giusta intonazione. Per segnalare il tutto, si deve porre il punto di domanda alla fine della frase.

Il linguaggio da chat e l’utilizzo del punto interrogativo

Oggi come oggi, il mezzo di comunicazione più utilizzato sono le chat. Che si tratti della chat di Facebook piuttosto che di quella di un servizio di instant messaging, quello che conta è che si utilizza un linguaggio molto colloquiale, fatto di abbreviazioni, sovrabbondanza di punti esclamativi e quant’altro.

Diciamolo pure: nelle chat odierne, la grammatica italiana viene un po’ messa da parte, per prediligere un linguaggio più giovane, immediato, quasi uno slang. Ecco, quindi, che spesso ci ritroviamo dinanzi a frasi come:

Che farai stasera?????

Si nota, in questo caso, che alla fine della frase ci sono diversi punti interrogativi. Si tratta di una domanda e, pertanto, il segno di interpunzione utilizzato è quello giusto. Tuttavia, perché abbondare in questo modo? Per rendere ancora di più l’idea della domanda o, più semplicemente, perché in molti utilizzano questa serie di punti interrogativi per concludere la loro frase.

Anche il punto esclamativo ha la sua importanza, ovviamente.