La virgola

Uno dei principali segni di interpunzione è la virgola. Tanto amata da molti, tanto odiata da altri, la virgola ha diverse funzioni, tutte importanti.

La virgola va a definire, innanzitutto, un piccolo momento di pausa e può essere posta sia tra due proposizioni che fanno parte di uno stesso periodo, sia tra due parole.

Mentre io cucino, tu apparecchia.

Sei bella, sensibile e dolce.

Inoltre, la virgola viene utilizzata anche per dividere gli elementi di un elenco.

Per la ricetta servono: farina, acqua, sale, lievito. 

La virgola è necessaria anche nel caso in cui si debba andare a separare la proposizione secondaria da quella reggente. Questa regola vale sempre e questo significa che sarà necessaria la virgola in tutti e tre questi specifici casi:

  1. Nel caso in cui la secondaria sia collocata prima della proposizione reggente: Se fossi bello, potrei andare in tv.
  2. Nel caso in cui la proposizione secondaria sia posta dopo quella reggete:  In campagna sono rimaste poche persone, perché tutti si sono trasferiti altrove. 
  3. Nel caso in cui la frase secondaria sia inserita nel contesto come un inciso:  Il mio amico, che vive a New York, tornerà per le vacanze di Natale.

Utilizzeremo la virgola anche nel caso in cui si siano utilizzate espressioni come Sì No.

Sì, andremo in viaggio con loro quest’estate.

No, non mangio il sushi.

Ci vuole questo segno di interpunzione anche dopo una frase introduttiva. Per capire meglio questo punto, facciamo un esempio: dato che è tardi, andrò a dormire in questo momento.

Molto utile la virgola anche immediatamente dopo interiezioni, esortazioni, complementi di vocazione:

  • Ehi, ti sto chiamando!
  • Ti prego, non correre con il .
  • Andrea, ricordati le chiavi di casa.

Come si nota, sono molteplici i casi in cui deve essere usata la virgola, ma c’è un’eccezione che non deve essere mai dimenticata.

La virgola non si usa tra soggetto e predicato, così come tra predicato e complemento oggetto.

Il cane, sta giocando con la palla.     Il cane sta giocando con la palla.

Mamma ha comprato, le castagne.  Mamma ha comprato le castagne.

L’utilizzo creativo della virgola nella letteratura italiana

Alcuni autori tra i più noti e influenti della nostra letteratura, si sono presi la libertà di utilizzare la virgola tra soggetto e verbo. Si noti bene, però, che noi non siamo Moravia Manzoni e, pertanto, dobbiamo attenerci alle regole di cui sopra.

Tuttavia, risulta essere molto interessante andare a curiosare nel modo di scrivere di suddetti autori, cercando di capire l’uso della virgola in questi specifici casi.

Tra tutti, fu Alberto Moravia ad avere il rapporto più controverso con la punteggiatura. Il suo mettere la virgola tra soggetto e verbo era una scelta voluta e finalizzata a evidenziare la personalità del soggetto, in modo tale da separarlo dal resto della frase. Anche Manzoni Calvino utilizzarono spesso la virgola dove non si dovrebbe.

Nei Promessi Sposi, ad esempio, la regola grammaticale è stata più volte trasgredita, al fine di dare più solennità alla frase. Un valido esempio può essere il seguente:

Voi, mi fate del bene, a venir qui da me in questa casa”.

Anche oggi c’è chi sostiene l’uso creativo della virgola anche se, lo ribadiamo nuovamente, la regola grammaticale vieta di porre il segno di interpunzione in questione in quel punto.