Il genere del nome

La lingua italiana distingue fra due generi, ovvero il maschile e il femminile. Se il nome indica esseri animati, il genere grammaticale corrisponde, in questo caso, al sesso dell’essere umano o dell’animale indicato. Ad esempio, lo scrittore è il maschile e la scrittrice il femminile, il gatto è il maschile e la gatta è il femminile. Quando l’oggetto in questione non è animato, il genere dipende da una convenzione che è di natura linguistica. Nomi di genere maschile sono il ricordo, il manuale, il libro, mentre nomi di genere femminile sono la maglia, la penna ecc.

Esistono delle regole che interessano una tendenza. Ad esempio il genere dei nomi impiegati per la frutta tende a essere femminile, come la mela, la pera, l’albicocca, così come i nomi delle scienze, quindi la chimica, la matematica, la grammatica. Femminili sono anche i nomi che interessano la militaria come la truppa, la guardia e i nomi propri che indicano le associazioni sportive e gli Stati, quindi la Fiorentina, la Corsica, la Francia, l’Italia.

Maschili tendono ad essere i nomi degli alberi, quindi il melo, il pero, l’ulivo, e i giorni della settimana, il lunedì, il martedì; il nome dei monti, dei laghi, dei mari e dei fiumi e i nomi dei punti cardinali sono solitamente maschili nel genere.

La distinzione del genere dei nomi è data dalla terminazione delle parole al singolare, quindi sono maschili quasi tutte le desinenze in -o e i nomi che terminano per consonante. Sono femminili i nomi con desinenza in -a e molti con desinenza in -i, in -ù e in -tà.

Esistono quindi dei casi particolari. Alcune parole hanno un’unica forma invariabile per il maschile e il femminile come il giornalista, l’amante e il genere viene indicato, in questo caso, con l’impiego dell’opportuno articolo che precede il nome. Altri nomi, soprattutto di animali, sono uguali per il maschile e il femminile, quindi l’unico modo per differenziarli è aggiungere la parola maschio o femmina dopo il sostantivo. Ad esempio il pesce maschio e il gorilla femmina.